Il convegno segna l’avvio di un percorso con obiettivi chiari: unire, costruire una cultura condivisa e diffusa e coinvolgere la cittadinanza in una sfida comune -salvare vite umane -al di là dei colori politici e delle semplificazioni demagogiche.

L’intento è sviluppare un approccio scientifico basato sui dati: se una città ottiene risultati replicabili, diventa sensato analizzare le sue esperienze e comprenderne la trasferibilità.

Un altro asse centrale è l’educazione della classe dirigente dei territori, affinché si senta incoraggiata ad agire. Un sindaco che vuole sperimentare ma si percepisce isolato deve sapere di poter contare su un sostegno strategico.

In questa direzione va la sottoscrizione del protocollo tra Regione Emilia-Romagna, ANCI e UPI, pensato per rafforzare lo scambio con gli enti locali e rendere più concreta e coordinata l’azione congiunta. La sfida ha infatti una portata sociale, ambientale ed economica che coinvolge tutti e richiede un’azione comune, accurata e capace di considerare ogni dimensione rilevante.

La base del lavoro è rappresentata dai dati: incidenti, vittime, feriti gravi, ma anche indicatori di progresso rispetto agli obiettivi, ancora lontani. Questa è la cornice entro cui si inseriscono le aree di intervento.

Le azioni si articolano su tre piani:

  • i fatti: comprendere cosa accade, quando e come, per individuare con precisione i nodi critici e affrontarli in modo chirurgico;
  • i comportamenti: includere sia le dinamiche psicologiche sia la dimensione educativa, con un approccio pedagogico orientato a modificare le condotte;
  • i luoghi: ripensare lo spazio pubblico urbano, che oggi spesso favorisce gli incidenti perché non progettato a misura di persona.


Le tavole prodotte dai facilitatori grafici durante l’evento

Scarica (PNG - 2,0 MB)

Scarica (PNG - 2,6 MB)

Scarica (PNG - 2,8 MB)

Scarica (PNG - 2,4 MB)

Scarica (PNG - 2,2 MB)

Scarica (PNG - 2,4 MB)