Settore idroviario

Emilia-Romagna e idrovie tra vantaggi ambientali, commerciali e turistici

Idrovie in Emilia-Romagna: contesto europeo, merci trasportate e potenzialità del settore

idrovia2.jpgConsumo energetico inferiore a quello ferroviario e stradale, vantaggi in tema di sicurezza e di rispetto dell’ambiente, con particolare riferimento all’inquinamento, al consumo di territorio e agli incidenti. 

Grandi opportunità per il trasporto sostenibile delle merci, a fronte di interventi limitati e di costi inferiori di manutenzione e di gestione, naturalmente a patto di poter contare sull’integrazione in un sistema di trasporto combinato. 

E ancora: turismo fluviale, che può declinarsi nell’organizzazione di escursioni giornaliere e crociere, nel nolo di imbarcazioni per la pesca sportiva, nelle iniziative delle agenzie di viaggio. 

Sono queste le potenzialità, in parte ancora da sfruttare, del settore idroviario, che in Emilia-Romagna è costituito sostanzialmente dall’asta del fiume Po e dall’Idrovia Ferrarese

Più nello specifico, sul versante ambientale le ricadute positive impattano sulle biodiversità locali e sul paesaggio circostante. Basti pensare, ad esempio, che una chiatta da 1.350 tonnellate equivale a 50 Tir, inoltre con 5 litri di gasolio una chiatta riesce a percorrere una distanza di 500 km, mentre un Tir con lo stesso rifornimento ne percorre 100. 

Le idrovie dell’Emilia-Romagna si inseriscono nell’ambito del sistema idroviario padano veneto, che ha un’estensione di 957 km, di cui 564 utilizzabili a fini commerciali, costituiti in prevalenza dall’asse portante del fiume Po, affiancato dal canale Fissero Tartaro Canal Bianco fino al Po di levante (sbocco in mare a nord del sistema) e dall’idrovia ferrarese (sbocco a mare a sud del sistema). Conclusa la realizzazione della nuova conca di Isola Serafini, e completati i lavori di dragaggio e di segnalamento necessari a monte, potranno aggiungersi altri 37 km (da Cremona a Piacenza).

A sua volta il sistema idroviario padano veneto è parte della core network Ten-T, rete centrale di 9 corridoi, operativa e completa entro il 2030, che privilegerà i collegamenti e i nodi più importanti come capitali, vasti nodi urbani, principali porti e aeroporti, dotati quindi di particolare valore strategico.

Alcuni dati: in Emilia-Romagna sono oltre 109.000 le tonnellate di merci trasportate su idrovia nel 2018 (ultimo dato disponibile); 55,6 milioni di euro di finanziamenti regionali dal 2001 al 2019, di cui 8,2 milioni di risorse regionali per interventi urgenti.

Ad andare per la maggiore sono i trasporti eccezionali e ingombranti, per i quali la navigazione interna ha un ruolo molto importante, alla luce anche delle problematiche legate alla viabilità stradale e che hanno la loro origine nell’attività delle imprese che operano nell’hinterland del sistema idroviario.

Il percorso verso la valorizzazione del settore passa anche attraverso la sua razionalizzazione: le funzioni in materia di navigazione interna sono state delegate dalla Regione ad Aipo (Agenzia interregionale per il Po), relativamente all’asta del Po, mentre per quel che riguarda l'idrovia ferrarese, la gestione delle funzioni di navigazione è stata affidata all'Agenzia per la sicurezza del territorio e la Protezione civile. Alla Regione competono comunque la funzione programmatoria e i rapporti istituzionali.

Negli anni si sono succeduti lavori e attività di progettazione di ampio respiro. Si va dalla costruzione della già citata nuova conca di navigazione di Isola Serafini sul Po, alla costruzione del ponte ferroviario di Migliarino sull’idrovia ferrarese, alla progettazione delle opere di regolazione dell’alveo di magra del Po, all’adeguamento dell’idrovia ferrarese alla classe V europea da Pontelagoscuro a Porto Garibaldi, l’opera più impegnativa sia dal punto di vista strutturale che di impatto economico.

Infine, per cercare di dare un nuovo impulso all’utilizzo della modalità acqua per il trasporto merci la Regione fin dal 2014, attraverso apposite leggi, finanzia interventi volti a far crescere il trasporto ferroviario e fluviale/fluviomarittimo delle merci mediante la realizzazione di servizi aggiuntivi che consentano da un lato una riduzione dell’inquinamento ambientale e dall’altro l’incremento della sicurezza della circolazione. 

Da Pontelagoscuro al mare passando per la città estense: l’Idrovia ferrarese 

idrovia600x400.jpgUn grande canale navigabile che ha inizio dalla Conca di Pontelagoscuro nei pressi di Ferrara, oltrepassa poi la città estense e si immette, attraverso la pianura e le Valli di Comacchio, nel Mare Adriatico che bagna Porto Garibaldi e Lido degli Estensi.

È l’Idrovia ferrarese, la grande infrastruttura che con diversi interventi di riqualificazione e valorizzazione del fiume Po sarà in grado di far transitare le imbarcazioni di grandi dimensioni (Va classe europea) e di aprire un nuovo scenario di mobilità sulle vie d’acqua, compatibile con l’ambiente e alternativo alle vie su gomma e ferro. 

Il progetto, promosso dalla Regione Emilia-Romagna, è un’opera unica in Italia per dimensioni e complessità, finanziato dallo Stato con 145 milioni di euro, che consentirà l'adeguamento di 70 chilometri del canale navigabile.

Il progetto dell’Idrovia Ferrarese, che fa parte della pianificazione nazionale (PGT e Piano della Logistica) e regionale (PRIT – Piano regionale integrato dei trasporti), mette la comunità e la cittadinanza al centro della riqualificazione territoriale, con l’obiettivo di innescare un modello di sviluppo economico e produttivo che sia sostenibile e duraturo.

Il tracciato attraversa la Pianura ferrarese comprendendo i territori di 8 Comuni, fino al mare, in un ambito di ricche tradizioni culturali e gastronomiche e di grande pregio naturalistico.

Due gli obiettivi principali delle opere in corso. Il primo, sviluppare un sistema di mobilità su acqua compatibile con l’ambiente e alternativo a quelli su gomma e su ferro, con la creazione a Ferrara di un porto fluviale collegato al Po e a Comacchio-Portogaribaldi un porto fluvio-marittimo di accesso all’idrovia regionale. 

Il secondo, rendere la via d’acqua fruibile dai cittadini attraverso piste ciclabili, accessi, scalinate, oltre che dai turisti, grazie alla possibilità di attracchi per navi turistiche, con la riqualificazione delle aree a ridosso del fiume e la valorizzazione e promozione di attività gastronomiche, agrituristiche, naturalistiche.

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pubblicato il 2021/05/21 11:26:00 GMT+1 ultima modifica 2021-07-20T11:07:34+01:00

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