Settore idroviario

I benefici attesi

I benefici indotti da un sistema di trasporto tramite vie navigabili per il territorio contribuiscono in maniera significativa a soddisfare gli obiettivi europei cosiddetti 20-20-20, fissati nel 2007 dal Consiglio Europeo: entro il 2020 si chiede all’Europa di ridurre le emissioni a effetto serra del 20% e al tempo stesso di aumentare la quota di energie rinnovabili e l’efficienza energetica del 20%. Per il 2050, poi, l’asticella si alza ancora, perché ci sarà quasi da azzerare le emissioni, con una riduzione compresa tra l’80 e il 95%.

L’asse trasversale Est-Ovest della pianura padana è fra i più congestionati in Europa e presenta criticità per carenza di strutture logistiche, per i bassi livelli di affidabilità ferroviaria, stradale e autostradale, per l’elevata curva di incidenti stradali e per l’impatto sull’ambiente e sui consumi energetici.

Per quanto riguarda l’incidenza della congestione, in generale questa costa all’Europa l’1% circa del PIL annuale. Si prevede che il trasporto merci crescerà del 40% entro il 2030 e dell’80% entro il 2050.
I trasporti, inoltre, dipendono dal petrolio per il 96% del loro fabbisogno di energia. In vista del continuo aumento del prezzo del petrolio, è necessario trovare una soluzione. Per quanto riguarda le emissioni prodotte dai trasporti la riduzione prevista entro il 2050 è del -60% rispetto al 1990.

L’utilizzo delle idrovie riduce notevolmente l’inquinamento ambientale del traffico stradale: una chiatta da 1.350 tonnellate equivale a 50 Tir, inoltre con 5 litri di gasolio una chiatta riesce a percorrere una distanza di 500km, mentre un Tir con lo stesso rifornimento ne percorre 100. L’Italia oggigiorno utilizza il trasporto su gomma per l’85% delle merci, mentre per via marittima e interna la percentuale è del 12%. In tale scenario occorre valorizzare il trasporto idroviario e il fiume Po.
Certo sono richiesti investimenti ingenti sulle vie navigabili ma decidere di effettuarli garantisce un ritorno non solo in termini economici, ma anche ambientali e sociali.

Di sicuro l’infrastruttura idroviaria, rispetto a quella stradale consente di interpretare meglio, in termini numerici, l’analisi costi benefici secondo le indicazioni date dalla Commissione Europea in termini di:

  • riduzione del costo generalizzato del trasporto;
  • riduzione delle esternalità di carattere ambientale, quali l’inquinamento atmosferico, l’emissione di gas serra e l’inquinamento acustico;
  • riduzione dell’incidentalità;
  • riduzione dei costi di manutenzione e dei costi di gestione delle infrastrutture e dei servizi di trasporto;
  • effetti positivi sull’ambiente, valutabili ad esempio come impatto sulle biodiversità locali e sul paesaggio circostante.

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pubblicato il 2018/03/15 12:10:26 GMT+2 ultima modifica 2018-03-15T13:10:00+02:00

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