Osservatorio per l'educazione alla sicurezza stradale

Mobilità sostenibile e sicurezza stradale in una società longeva

Intervento di Mauro Sorbi al Meeting regionale Cna Pensionati 2019 - Autodromo internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola - 16 aprile 2019

img_invito_cna16apr2019_600x400.pngAl 1° gennaio 2018, ultimo dato Istat disponibile, in Emilia-Romagna uno su 4 era over 65.

1.061.828 over 65 su un totale della popolazione pari a 4.461.612, di cui 1.432 ultracentenari, 66.849 tra i 90 e i 99 anni, 282.814 tra gli 80 e gli 89 anni, 451.256 tra i 70 e i 79 anni, 259.477 tra i 65 e i 69 anni.

Inizia così l'intervento di Mauro Sorbi, presidente dell'Osservatorio per l'educazione alla sicurezza stradale, al Meeting regionale Cna Pensionati (Imola, 16 aprile 2019), sul tema "Mobilità sostenibile e sicurezza stradale in una società longeva". (foto dell'incontro>>)

convegno_cna600x400.jpgEsaminando più nel dettaglio i dati Istat sull’incidentalità nel nostro territorio, quelli di mortalità per classe di età evidenziano che le vittime con più di 65 anni sono sostanzialmente rimaste inalterate anche se questa classe di età continua ad essere una delle più colpite (circa il 37% del totale delle vittime), in particolare sopra i 75 anni.

Se oltre alla classe di età si analizza anche il mezzo di spostamento, si evidenzia che gli over 65:

  • rappresentano il 61% dei pedoni deceduti, di cui gli ultrasettantacinquenni sono pari al 46% dei pedoni morti;
  • sono circa il 53% dei ciclisti deceduti, di cui il 37% dei ciclisti deceduti sono ultrasettantacinquenni.

Da qualche anno gli ultrasettantacinquenni rappresentano anche la classe più numerosa di conducenti di autovettura deceduti in incidente stradale.

Il costo sociale dell’incidentalità nel 2017 in regione è stato pari a € 1.751.405.000 (€ 396.659.000 nella sola area metropolitana di Bologna). 

Occorre premettere che la sicurezza stradale rappresenta un tema di grande valore per la Regione Emilia-Romagna che, in aderenza agli indirizzi europei, assume come fondamentale il diritto dei cittadini alla sicurezza nella mobilità.

La Regione Emilia-Romagna ha raggiunto l’obiettivo definito dal terzo Programma di azione europeo per la sicurezza stradale del dimezzamento del numero dei vittime della strada entro il 2010.

La Commissione ha fissato l’obiettivo di un ulteriore dimezzamento del numero totale di vittime della strada nel 2020, a partire dal 2010.

Benché la Regione abbia confermato il proprio concreto impegno nel proseguimento delle azioni necessarie per il nuovo obiettivo, il trend attualmente registrato non permetterà il suo completo raggiungimento, ma si pone realisticamente di centrarlo entro il 2025.

Per questo promuove un insieme articolato di interventi, tra cui in particolare azioni volte:

  • alla modifica della ripartizione modale, con una riduzione della componente veicolare privata, a favore di sistemi di trasporto collettivo;
  • alla modifica dei comportamenti attraverso l’azione educativa ed informativa accompagnata dall’attività di controllo dei comportamenti pericolosi;
  • al miglioramento delle infrastrutture.

Per le azioni di educazione, formazione e diffusione della cultura della sicurezza stradale, intesa come rispetto delle regole, la Regione interviene attraverso l’Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale, che opera coinvolgendo Amministrazioni locali, Istituzioni, Associazioni e tutto il mondo della scuola, anche con protocolli di intesa, destinando risorse per realizzare interventi su tutto il territorio regionale, con modalità e conoscenze condivise, rivolte a tutte le fasce di età di tutte le tipologie degli utenti della strada.

Le principali campagne pluriennali dell'Osservatorio per garantire autonomia e sicurezza per gli over sessantacinquenni sono:

  • Liberi di Guidare…sempre: aggiornamento teorico-pratico sulle novità apportate dal Codice della Strada nei decenni trascorsi da quanto si è acquisita la patente;
  • Luci su due ruote: occorre rendersi visibili in strada, perché la Regione incentiva la cicloviabilità con la creazione di infrastrutture ad hoc, ma fondamentale è la conoscenza delle norme del Codice della strada a cui devono attenersi anche i ciclisti. Un esempio per tutti: in presenza di piste ciclabili i ciclisti sono obbligati ad utilizzarle.

Altre azioni:

  • Campi prova: ne è presente uno in quasi tutte le città del nostro territorio per imparare in sicurezza l’uso delle due ruote elettriche, perché condurre una bici elettrica è diverso che usare una bici normate: perché è più pesante e soprattutto perché raggiunge i 25-40 km orari.
  • Quaderni della sicurezza (per pedoni, ciclisti e automobilisti) comportamenti corretti e scorretti in strada resi in forma didascalica.

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pubblicato il 2019/04/17 10:08:00 GMT+2 ultima modifica 2019-04-17T10:29:43+02:00

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