Mobilità sostenibile

L’Emilia-Romagna per la mobilità elettrica

Mi Muovo elettrico: la tecnologia al servizio di una rete sostenibile e interoperabile

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La mobilità elettrica è un’alternativa sostenibile all’uso dei mezzi tradizionali e le case produttrici cominciano a presentare modelli e tipologie di auto sia elettriche, sia ibride anche plug-in, con percorrenze elettriche più significative delle ibride tradizionali. 

Considerando che in città è molto frequente fare spostamenti brevi e che lo spostamento medio regionale è intorno ai 40 km/giorno, le auto elettriche possono rappresentare una valida soluzione per muoversi. 

In attesa di standard nazionali di riferimento, già da tempo la Regione Emilia-Romagna ha promosso “Mi muovo elettrico”. 

“Mi Muovo elettrico” è il piano regionale per lo sviluppo della mobilità elettrica che nasce per realizzare un approccio integratosu scala regionale, volto a ridurre l'impatto esercitato dal settore dei trasporti sull’inquinamento atmosferico e sull’aumento delle emissioni di gas serra.

Requisito fondamentale: l’interoperabilità della rete di ricarica, cioè la possibilità di un utente di ricaricare la propria auto presso punti di ricarica di diversi distributori di energia elettrica.

L’impegno della Regione ha portato i distributori a trovare un accordo: anche se concorrenti, i gestori hanno deciso di dotarsi della medesima tecnologia che, grazie a specifici software, consente di accreditare i consumi sul singolo cliente, indipendentemente dalla sua scelta commerciale. 

Un progetto su scala regionale

elettrico25.jpgL’Emilia-Romagna offre, soprattutto lungo gli assi della Via Emilia e dell'Adriatico, un'opportunità ideale per lo sviluppo della mobilità elettrica su base regionale, poiché i punti di ricarica sono disposti a una distanza di circa 30-50 km dall'altro in una serie di interazioni extraurbane tra le città, pienamente compatibili con l'autonomia dei veicoli elettrici attualmente in circolazione, superiore ai 120 km. 

Anche in questo quadro la Regione ha scelto la via degli accordi non solo con i principali distributori di energia elettrica, ma anche con i principali Comuni, con l’obiettivo di creare una innovativa infrastruttura di ricarica operativa in tutte le province.

I distributori si sono fatti carico dello sviluppo dei progetti pilota, il cui costo non grava quindi sulle pubbliche amministrazioni.

In collaborazione con i Comuni, in particolare, è stato possibile sottoscrivere un accordo per armonizzare le regole di accesso e sosta alla Ztl per i veicoli elettrici: da ottobre 2012 le auto elettriche possono accedere liberamente alle zone a traffico limitato h24 e parcheggiare gratuitamente nelle strisce blu. L'accordo è aperto a tutti i Comuni che vorranno aderire nel corso degli anni.

Di fondamentale importanza è stato l’accordo siglato dalla Regione, a settembre 2018, con i rappresentanti di cinque tra i principali fornitori di energia elettrica che operano in Emilia-Romagna (Enel, Hera, Iren, Be Charge e Enermia) per installare nelle principali città della regione, a loro spese, 1.500 nuove colonnine per la ricarica di auto elettriche.

Uno sviluppo della rete che è capillare: le nuove infrastrutture di ricarica pubbliche dovranno essere collocate nei punti nevralgici del traffico cittadino (stazioni, aeroporti, ospedali, parcheggi, centri commerciali) e favorire anche le cosiddette aree “a domanda debole”, cioè con scarsa presenza di veicoli elettrici in circolazione.

Non solo: i punti di ricarica serviranno ai veicoli ad alimentazione elettrica sia del trasporto pubblico, sia ad uso privato.

Naturalmente alla base di tutta l’operazione c’è l’interoperabilità.

Per usufruire del servizio di ricarica si dovrà sottoscrivere un contratto con un operatore, che rilascerà agli interessati un’apposita tessera. In alternativa si potrà utilizzare il proprio smartphone, scaricando un’App che consente di sbloccare le colonnine tramite la “lettura” di uno specifico codice QR. In questo caso anche l’importo da pagare potrà essere addebitato tramite sistemi di pagamento elettronici. 

Emilia-Romagna e Piano nazionale delle infrastrutture di ricarica elettrica

elettrico600x400_3.jpgIl Pnire (Piano nazionale delle infrastrutture di ricarica elettrica) definisce le linee guida per garantire lo sviluppo unitario del servizio di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica nel territorio nazionale.

Il Piano prevede l’istituzione di un servizio di ricarica dei veicoli, l’introduzione di procedure di gestione del servizio di ricarica, l’introduzione di agevolazioni per l’ammodernamento degli impianti, la realizzazione di programmi integrati di adeguamento tecnologico degli edifici esistenti, la promozione della ricerca tecnologica volta alla realizzazione di reti infrastrutturali per la ricarica.

Con il bando PNIRE 1 la Regione Emilia-Romagna ha ottenuto un finanziamento di oltre 230.000 euro per il progetto "Mi Muovo M.A.R.E."

Mi Muovo M.A.R.E. (Mobilità alternativa ricariche elettriche) ha portato all'installazione di 24 colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici negli 8 Comuni di Comacchio, Ravenna, Cervia, Cesenatico, Bellaria-Igea Marina, Riccione, Misano Adriatico e Cattolica. Il tutto accompagnato da una campagna di informazione al pubblico e da un piano di gestione e manutenzione dell'infrastruttura di ricarica per un periodo minimo di cinque anni, al fine di fornire un servizio di livello qualitativo adeguato.  Le colonnine sono state distribuite in maniera da dotare ogni comune di almeno due punti di ricarica; consentendo una doppia ricarica in contemporanea, i punti effettivi di ricarica sono complessivamente 48.

Con il bando PNIRE 2, poi, la Regione ha definito, con il progetto PNIRE-R, l'ulteriore implementazione del progetto “Mi Muovo elettrico” attraverso l'incremento dei punti di ricarica pubblici dei veicoli elettrici anche in centri di interscambio e nell'ambito delle ricariche private.

Andranno a beneficiare del finanziamento (oltre 2 milioni di euro) 32 soggetti, fra enti pubblici e aziende di settore, per un totale di oltre 560 nuovi punti di ricarica. 

Mobilità elettrica e pianificazione regionale

elettrico600x400_2.jpgIl PRIT (Piano regionale integrato dei trasporti) 2025, il principale strumento di pianificazione per le politiche regionali sulla mobilità, che sta attualmente seguendo l’iter per la sua approvazione, conferma la prosecuzione dell’impegno a favore della mobilità elettrica. 

Emerge, più in generale, l’orientamento verso la diffusione di veicoli ad alimentazione alternativa, ad esempio metano e gpl, oltre alla riqualificazione elettrica dei veicoli esistenti, ossia di sistemi che consentono di trasformare un veicolo con motore endotermico in un veicolo con esclusiva trazione elettrica. Per i biocarburanti il Prit 2025 favorisce azioni per l’utilizzo del biometano (o biogas) per l’alimentazione delle flotte del trasporto pubblico. 

Per quanto riguarda, nello specifico, il sostegno alla mobilità elettrica, il Prit 2025 stabilisce alcune priorità: sostituzione o potenziamento di linee per il trasporto pubblico con mezzi alimentati ad energia elettrica; ampliamento della rete di infrastrutture di ricarica, con l’obiettivo di predisporre oltre 1.500 nuove colonnine entro il 2025. 

Il quadro si completa con la promozione delle forme particolarmente adatte per la mobilità urbana, da integrare con i servizi di trasporto pubblico locale, come car sharing elettrico e il bike sharing elettrico. Servizi che devono essere soprattutto “free floating”, ossia con la possibilità di prelevare e depositare i mezzi anche in luoghi non compresi nelle aree di parcheggio predefinite. 

Non manca uno sguardo a specifiche azioni per le flotte commerciali utilizzate nella logistica urbana, al progressivo passaggio dall’uso di motocicli endotermici a motocicli elettrici o biciclette a pedalata assistita, e ai necessari accordi volti a garantire la ricarica nei luoghi di lavoro grazie ad azioni di mobility management. 

Il Piano regionale integrato dei trasporti si muove in coerenza con altri livelli di pianificazione regionale. 

Il Piano aria integrato regionale (PAIR 2020), infatti, fissa precisi obiettivi di riduzione degli inquinanti atmosferici al fine del rispetto dei valori limite di qualità dell’aria stabiliti dalle direttive europee. A queste ultime, in materia di clima ed energia, si ispira anche il Piano Energetico della Regione Emilia-Romagna (PER 2030) e le pone come fondamentale fattore di sviluppo della società regionale. 

Micromobilità elettrica e sicurezza

pistaciclabile.jpgIl nuovo corso della mobilità elettrica ha una new entry fra gli utenti della strada: il monopattinista, grazie anche al Bonus mobilità 2020 previsto dal Decreto “Rilancio” del 2020 e all’iniziativa regionale “Bike to work”. In entrambi i casi il contributo riguarda non solo le bici elettriche, ma anche veicoli a propulsione prevalentemente elettrica come segway, hoverboard e monopattini.

I monopattini sono sostanzialmente equiparati alle biciclette, anche se bisogna avere almeno 14 anni per guidarli.

Possono circolare sulle piste ciclabili o ciclopedonali, sulle strade urbane prive di corsie riservate con limite di velocità di 50 chilometri orari, tenendo la destra della carreggiata e sulle extraurbane ma solo se dotate di pista ciclabile. Dove è presente una pista ciclabile, bisogna usarla; così come si deve attraversare sulle strisce pedonali scendendo dal mezzo, dare la precedenza a destra e non percorrere strade a senso unico contromano.

E ancora: limite dei 25 chilometri orari di velocità, che scendono a 6 nelle aree pedonali e nelle piste ciclabili, divieto di circolare sui marciapiedi e sotto i portici, obbligo di segnalatori acustici (campanello) e visivi (luce bianca davanti, rossa dietro), uso del giubbotto riflettente di notte, divieto di traino e di trasporto passeggeri.

Per fare chiarezza sull’uso in sicurezza nel rispetto delle regole della strada e su diritti e doveri dei monopattinisti, l’Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale ha predisposto apposite linee guida, sotto forma di video e di un “quaderno”, in cui si illustrano, in modo sintetico e immediato, i comportamenti corretti cui attenersi e quelli errati da evitare.

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pubblicato il 2021/05/18 13:17:00 GMT+2 ultima modifica 2021-05-25T10:11:22+02:00

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