Nuovi treni, infrastrutture e stazioni più integrate con il territorio

Emilia-Romagna: il parco treni più giovane d’Italia

treno1.jpgMettere a disposizione treni confortevoli, sicuri e tecnologicamente avanzati, perché chi deve raggiungere il posto di lavoro o la scuola deve poter contare sulla sicurezza, ma anche su viaggio confortevole. Un’alternativa concreta all’uso dei veicoli privati, con tutti i vantaggi che ne derivano per l’ambiente.

Sono questi i presupposti alla base delle scelte che la Regione Emilia-Romagna compie nell’ambito del trasporto su ferro, in un contesto di aumento da record del numero dei passeggeri negli ultimi anni.

Tutto ha inizio nel 2007, quando la Regione ha avviato un “piano straordinario” di interventi, contando su risorse sia regionali sia statali, per un totale di oltre 400 milioni di euro, destinati per circa il 50% a interventi sulle infrastrutture ferroviarie e per la quota restante al rinnovo del materiale rotabile.

Da allora sono stati posti in circolazione sulla rete ferroviaria emiliano-romagnola un cospicuo numero di treni Stadler ETR 350 e di composizioni Vivalto a due piani, grazie anche alla cosiddetta “gara del ferro”.

Si arriva così a giugno 2019, quando è stato avviato il nuovo contratto di Servizio che contiene, come elemento particolarmente qualificante, il radicale rinnovo del materiale rotabile, al fine di migliorare la qualità dei servizi offerti e la loro regolarità e affidabilità.

Si tratta di un totale di 96 nuovi treni (di cui i primi 86 completati entro il 2020).

I treni Pop e Rock: affidabilità, sicurezza e sostenibilità ambientale

treno2.jpgLa flotta degli 86 nuovi convogli, composta di treni “Pop” e “Rock”, è stata dunque completata a dicembre 2020. Un risultato ottenuto, quindi, in poco più di un anno e grazie a un investimento pari a 750 milioni di euro fatto da Trenitalia grazie alla gara per l’affidamento del servizio effettuata dalla Regione Emilia-Romagna.

Riciclabili fino al 97%, con una riduzione del 30% dei consumi energetici rispetto ai treni di precedente generazione, Rock e Pop rispondono a criteri maggiori di affidabilità (tele diagnostica di serie) insieme a elevati standard di sicurezza (telecamere e monitor di bordo con riprese live).

Rock, a doppio piano e alta capacità di trasporto con prestazioni paragonabili a quelle di una metropolitana, può raggiungere i 160 km/h di velocità massima e ospitare circa 1.400 persone.

Pop, a mono piano e media capacità di trasporto, viaggia a una velocità massima di 160 km/h e può trasportare circa 530 o 400 persone a seconda della versione. 

E ora tocca alle infrastrutture

infrastrutture.jpgCon la “cura del ferro” si salda un massiccio intervento sulle infrastrutture: linee ferroviarie più moderne, sicure e competitive sulle quali la Regione Emilia-Romagna investirà, fino al 2025, circa 325 milioni di euro. L’obiettivo è molto chiaro: garantire prestazioni di sicurezza e di affidabilità su tutta la rete regionale, che interessa gran parte del territorio.

Tre gli assi della nuova programmazione che insistono su sicurezza, transizione ecologica e ricucitura urbana.

Parlare di sicurezza equivale a dire che entro il 2021 tutta la rete regionale sarà dotata del sistema controllo marcia treno (Scmt) - che permette di prevenire gli incidenti dovuti a errore umano. Un ruolo fondamentale in questo ambito è rappresentato anche dalla soppressione dei passaggi a livello.

Contando su investimenti pari a circa 119 milioni di euro, i lavori per Scmt e passaggi a livello sono già in corso.

Si concluderanno a giugno di quest’anno gli interventi per completare il sistema di controllo marcia treno (scmt) con i relativi aggiornamenti degli impianti di segnalamento sulla linea Suzzara-Ferrara.

In corso con termine lavori a fine anno anche quelli per la linea Bologna-Portomaggiore, mentre termineranno l’anno prossimo i lavori analoghi già partiti sulla Reggio Emilia-Guastalla, Reggio Emilia-Sassuolo e Modena-Sassuolo. 

Ed è in fase di realizzazione a Guastalla, nel reggiano, il nuovo Acc, apparato centrale computerizzato, per regolare la circolazione ferroviaria della stazione per un costo pari a 6 milioni di euro. 

Sono invece programmati per il 2023 i cantieri per l’attivazione del Scmt con aggiornamenti degli impianti di segnalamento sulla linea Ferrara-Codigoro (7 milioni). 

Per quanto riguarda i passaggi a livello sono in corso, con chiusura lavori prevista entro l’estate, i cantieri per la soppressione del passaggio a livello di via Franchetti a Bibbiano (Re). Partiranno invece entro quest’anno per chiudersi nel 2022 i lavori per la soppressione del passaggio a livello di Sorbolo nel parmense e nell’estate – sempre con chiusura lavori prevista nel 2022 – quelli del passaggio a livello di via Panni a Modena, a Sassuolo e a Guastalla nel reggiano, dove sarà realizzato un sottopasso ciclopedonale e rifacimento piano del ferro. Anche a Scandiano sono previsti lavori di rifacimento del piano del ferro con apertura dei cantieri nell’estate del 2021 e chiusura prevista nel 2022.

A Sorbolo, nel parmense, apriranno a primavera 2022 per chiudersi nel 2023, i lavori per l’eliminazione del passaggio a livello sulla via Mantova con rifacimento del ponte ferroviario sul torrente Enza e il rialzo della linea.

Infine, il Comune di Novellara, nel reggiano, sarà interessato dalla soppressione del passaggio a livello in località San Bernardino con inizio cantiere programmato nel 2023 e chiusura prevista nel 2024.

Sempre alla voce sicurezza è in corso il cantiere per il ripristino della sicurezza della tratta Budrio-Mezzolara, nel bolognese, dopo l’alluvione dell’Idice di fine 2019. Termineranno a settembre 2021 i lavori del primo lotto da Idice verso Budrio.

Capitolo transizione ecologica. Sono oltre 81 i milioni di euro destinati all’elettrificazione di numerose tratte, a partire dalle tre reggiane (Reggio Emilia-Guastalla, Reggio Emilia-Sassuolo e Reggio Emilia-Ciano) i cui lavori termineranno nel 2022 e, a seguire, nel parmense.

Apriranno invece entro quest’anno i lavori per l’elettrificazione della linea Guastalla-Suzzara (termine cantiere nel 2022).

Programmati nel 2023, con chiusura nel 2025, i lavori per l’elettrificazione delle linee del parmense: Suzzara-Poggio Rusco e Parma-Guastalla.

Per quanto riguarda gli interventi di ricucitura urbana, sono due i grandi cantieri nel ferrarese e nel bolognese, per oltre 124,7 milioni di euro, che porteranno all’interramento delle linee ferroviarie nei due Comuni capoluoghi.

Più precisamente, a Ferrara si arriverà entro il 2023 all’interramento nel tratto urbano della Ferrara-Ravenna e Ferrara-Codigoro; a Bologna al prolungamento, nella tratta urbana del capoluogo, dell’interramento della ferrovia Bologna-Portomaggiore con chiusura cantiere prevista a settembre 2024. 

Stazioni più accessibili e integrate con il territorio

sassuoloradici.jpgRiqualificare il trasporto ferroviario significa porre particolare attenzione all'adeguamento delle fermate e delle stazioni e, più in generale, al miglioramento della loro accessibilità sia dall'esterno (integrazione con il trasporto pubblico locale) sia al loro interno (nei percorsi di accesso ai treni, interscambio tra banchina e treno).  

Il Piano regionale per la riqualificazione e l'accessibilità/fruizione delle fermate/stazioni della rete regionale prevede una spesa complessiva di circa 10.800.000 euro, già finanziati per 8.200.000 euro.

Accessibilità che riguarda tutti, con la creazione di aree di sosta e protezione degli utenti in attesa, oltre alla riqualificazione dei dispositivi di informazione, ma che presta particolare attenzione alle persone con disabilità o a ridotta mobilità.

Una prima fase di interventi si è concentrata sull’ampliamento dei marciapiedi e sul rifacimento della pavimentazione, ma anche sulla predisposizione di percorsi tattili di orientamento e sicurezza per ipovedenti e non vedenti; le linee interessate sono state le Reggiane. La seconda fase ha riqualificato completamente le tre stazioni-tipo di Scandiano, Sassuolo Radici e Lentigione, con tre tipologie di pensiline da adattare. La terza fase, nel 2017, ha posto al centro l’installazione di cartellonistica per uniformare l’immagine delle stazioni della rete regionale. Chiude questo primo ciclo di investimenti la quarta fase, nel 2018 e 2019, con l’installazione di monitor e sistemi di videosorveglianza nelle stazioni più frequentate della rete regionale. 

Per quanto riguarda la rete nazionale, Rfi – Rete ferroviaria italiana, in qualità di gestore dell'Infrastruttura, al già avviato piano di riqualificazione delle stazioni medio-grandi ha affiancato un piano indirizzato alle stazioni medio-piccole. La Regione ha chiesto che questo piano venisse ampliato e garantisse potenziamenti e lavori di riqualificazione su un maggior numero di stazioni rispetto a quelle inizialmente programmate. Azione che ha avuto successo: entro il 2026 Rfi prevede di adeguare complessivamente, in Emilia-Romagna, 51 stazioni per renderle più accessibili e confortevoli ai viaggiatori. Gli interventi “tipo”: innalzamento dei marciapiedi, installazione di ascensori, ristrutturazione dei sottopassaggi e delle pensiline, nuovi arredi, installazione di impianti di illuminazione a led. 

Stazioni ferroviarie come luoghi sempre più accessibili e attrattivi, quindi. Ma soprattutto veri punti di raccordo che si aprono alle città e che forniscono tutti gli strumenti necessari ai cittadini per muoversi in maniera ecosostenibile

Va in questa direzione il ‘Protocollo d’intesa per lo sviluppo dell’intermodalità nelle stazioni ferroviarie’, firmato a marzo 2021 da Regione Emilia-Romagna e Rete ferroviaria italiana con l’obiettivo definire e attuare una serie di azioni per rendere le stazioni ferroviarie veri e propri centri di mobilità sostenibile attraverso lo sviluppo di servizi intermodali – ferro-gomma-ciclabili-pedonali – e migliorando al tempo stesso la loro accessibilità per tutti i cittadini. 

Premessa al nuovo programma è il ruolo delle stazioni quali snodi fondamentali del sistema di trasporto regionale integrato come previsto nel Prit 2025, il Piano regionale integrato dei trasporti; obiettivo finale è continuare a incentivare le cittadine e i cittadini emiliano-romagnoli all’utilizzo dei mezzi pubblici. Rendere ancora più competitivo muoversi con i mezzi collettivi e condivisi significa migliorare la vivibilità e la qualità dell’aria delle nostre città.

Sono tre gli ambiti di azione del protocollo. Il primo riguarda il trasporto pubblico locale dove si svilupperanno azioni per migliorare la domanda di mobilità ferro-gomma, i percorsi di interscambio, gli spazi, con l’obiettivo di ridurre anche i tempi complessivi di viaggio.

Il secondo ambito interessa la mobilità ciclabile: risultato atteso, quello di migliorare il raccordo delle stazioni ferroviarie con i percorsi ciclabili esistenti, con particolare attenzione alle ciclovie nazionali, alla ciclabilità regionale e locale, ai collegamenti ciclabili tra le stazioni e i grandi attrattori di traffico, oltre alle infrastrutture al servizio della ciclabilità (rastrelliere, velostazioni, ciclofficine) e alla valutazione di nuovi servizi e micromobilità con stalli dedicati alla presa-rilascio dei mezzi in stazione.

Infine, il terzo ambito riguarda la mobilità elettrica e condivisa con misure dedicate alla definizione della tipologia di colonnine e dimensionamento delle stazioni di ricarica dedicate a taxi-Ncc, car sharing e privata.

Oltre a queste aree tematiche potranno essere trattati ulteriori argomenti quali la mobilità pedonale per definire percorsi di qualità tra le stazioni e i poli attrattori di primo livello (scuole, ospedali e servizi sanitari, grandi poli del turismo, aggregatori di attività lavorative), con particolare attenzione alle persone con disabilità e a mobilità ridotta. 

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pubblicato il 2021/05/21 09:11:00 GMT+1 ultima modifica 2021-05-21T15:32:57+01:00

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