Settore idroviario

Il trasporto merci idroviario

Il trasporto merci sul fiume ha mantenuto una certa vivacità fino agli anni ’70, per poi calare progressivamente, dal momento che l’efficienza e l’economicità del trasporto su gomma hanno portato molti imprenditori ad abbandonare l’idrovia.

 

Il sistema idroviario padano-veneto

sistema idroviario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le merci attualmente trasportate sono merci povere, con una grande prevalenza degli inerti, delle argille e delle sabbie e una presenza significativa di prodotti chimici e scarti di lavorazione, oltre che di gas combustibile, e una presenza minima di componenti (trasporti speciali) e rinfuse secche. La maggior parte del trasporto, sostanzialmente la quasi totalità del trasporto di inerti, argilla e sabbia, avviene infra-fiume e supera l’80% del totale.

Le relazioni fiume-mare e mare-fiume e quelle mare-interno e interno-mare, più o meno di pari entità, costituiscono il restante 10-15% del trasporto idroviario, per un totale di poco meno di 2 milioni di tonnellate. Nel 2007 il trasporto nel sistema idroviario padano-veneto ha visto un aumento sensibile delle merci secche alla rinfusa (cereali e sfarinati), che nell’area mantovana hanno avuto un aumento di quasi il 90%. Nel 2008 invece, anche se in presenza di condizioni idreologiche favorevoli, questa modalità di trasporto ha visto un ulteriore calo, dovuto al fermo del trasporto di gas a Cremona e a una forte riduzione degli inerti provenienti dall’oltre Adriatico con destinazione Ostellato (idrovia ferrarese). I trasporti eccezionali (in tonnellate) sono legati invece alle lavorazioni meccaniche presenti nell’area milanese e mantovana, generalmente con destinazione America e paesi asiatici. Il 2009 ha confermato una sostanziale stabilità della tipologia di merci trasportate sul sistema idroviario padano-veneto. La quantità è invece in leggera flessione dal 2006.

Si stanno consolidando alcune tipologie tipiche di merci nel trasporto via acqua: le rinfuse secche, i prodotti energetici e gli inerti. I cereali e gli sfarinati sono aumentati complessivamente di circa il 20%, sostenuti da una politica di incentivi del porto di Mantova e dal trasporto di un fornitore-armatore che ha la propria area di distribuzione a nord del Po. C’è stata una flessione significativa per i prodotti chimici dell’area mantovana, a seguito di una politica dei trasporti dell’Enichem più incentrata sulla convenienza economica che sul risparmio ambientale. Anche il gas dell’area cremonese, dopo anni di continuità con punte di 100.000 tonnellate all’anno, nel 2009 ha azzerato, si spera solo momentaneamente, la sua attività. Di buon auspicio l’avvio di nuovi traffici per la banchina di Viadana (metanolo) e per i prodotti siderurgici nel porto di Mantova. I trasporti eccezionali continuano a essere una realtà che ha il suo punto di riferimento nel trasporto per acque interne, la cui entità dipende dalla produttività e dal completamento degli ordini delle imprese che operano nell’hinterland del sistema idroviario. Anche gli inerti del Po hanno una movimentazione, la più rilevante di tutto il trasporto idroviario, che si è assestata ed è legata alle capacità delle imprese per la lavorazione delle sabbie e dalla collocazione delle cave inserite all’interno dei piani delle attività estrattive.

 

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creato da Gardi_G ultima modifica 18/10/2011 08:24
07 luglio 2011
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