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Success: grandi cantieri, piccolo impatto

Un progetto europeo per migliorare la logistica degli interventi edili nelle aree urbane: il 27 febbraio un convegno a Bologna

21.02.2018

logo_success.pngSustainable Urban Consolidation CentrES for conStruction, in italiano: centri di consolidamento urbano sostenibili per il settore dell’edilizia. Ma si potrebbe quasi dire con una sola parola: “Success”. È questo l’acronimo di un progetto triennale europeo, finanziato dal programma di ricerca Horizon 2020, che ha avuto l’obiettivo primario di studiare, attraverso modelli di simulazione, come l’introduzione di centri di consolidamento al servizio del settore delle costruzioni possa ridurre gli impatti negativi sulle città, determinati dalla movimentazione di materiali e mezzi pesanti da e verso i grandi cantieri. Il progetto è stato gestito da un consorzio di 11 partner del settore pubblico e privato tra enti di ricerca, aziende di costruzione, autorità locali e associazioni professionali. Per l’Emilia-Romagna, oltre alla Regione hanno partecipato la Fondazione ITL (Istituto sui Trasporti e la Logistica), l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e la società cooperativa muratori e braccianti (Cmb) di Carpi. I risultati del progetto, che saranno presentati a Bologna con un convegno in programma il 27 febbraio, mostrano come è possibile ottimizzare le consegne in ambito urbano per il settore delle costruzioni in termini di minor numero di viaggi, aumento della capacità di carico dei mezzi, riduzione dei tempi di trasporto e diminuzione dell’inquinamento ambientale sia come qualità dell’aria che come contenimento del rumore.

Il contesto

Il 41% della popolazione europea, secondo Eurostat, vive in aree urbane. Una percentuale destinata a crescere sensibilmente nei prossimi anni, che richiede, da una parte, azioni di sviluppo delle infrastrutture al servizio dei cittadini e azioni di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente; dall’altra, interventi per limitare il consumo di territorio salvaguardando il paesaggio e l’ambiente. Ma come conciliare nuove infrastrutture e interventi di rigenerazione urbana con l’ambiente? Non solo: vanno tutelate anche l’economia e l’occupazione. Il settore delle costruzioni, in Emilia-Romagna, è costituito da circa 67mila imprese (il 16,4% del totale), con quasi 100.400 addetti e una produzione di oltre 5,3 miliardi di euro (dati aggiornati al 2016). Un settore che al contempo – e questi sono dati europei – assorbe il 40% del consumo energetico totale e produce il 35% delle emissioni di gas nocivi.

L’impatto negativo dei grandi cantieri

I grandi cantieri, soprattutto nelle aree urbane caratterizzate da carenza di spazi e grande congestione, posso causare gravi problematiche alla vita dei cittadini. “La congestione di mezzi pesanti comporta problemi per la sicurezza di pedoni, ciclisti e utenza debole in generale, e genera inquinamento ambientale dal punto di vista della qualità dell’area e del rumore”, spiega Alfeo Brognara, dirigente della Regione Emilia-Romagna al Servizio viabilità, logistica e trasporto. Le lunghe attese dei camion all’ingresso del cantiere, la mancanza di spazi dove ricevere e stoccare la merce, l’insicurezza e i rischi di danni e perdita della merce, fanno dei luoghi di costruzione uno spazio di difficile gestione, aggravata dall’alta frammentazione delle imprese nella catena di fornitura: trasportatori di merci e materiali, squadre di artigiani e di operai specializzati, ognuno con il proprio veicolo, che spesso è proprio un mezzo pesante.

I risultati del progetto Success

La situazione potrebbe cambiare se questo complesso sistema di fornitura, atto a garantire il corretto approvvigionamento di materiali necessari ai grandi cantieri, venisse gestito diversamente. “Nei grandi cantieri la logistica è generalmente un aspetto secondario rispetto all’obiettivo primario, il cantiere in sé”, dice Andrea Bardi, direttore della Fondazione ITL. Il progetto SUCCESS ha invece messo a fuoco proprio tutte le tematiche connesse allo spostamento di merci e mezzi per le attività connesse all’edilizia. Per quattro grandi cantieri a Lussemburgo (un intervento di 11.400 metri quadri), Parigi (55.000 metri quadri), Valencia (7.700 metri quadri) e Verona (l’ampliamento e la ristrutturazione di 2 ospedali, quasi 84.000 metri quadri di cantiere) è stata simulata l’introduzione  di Centri di consolidamento delle costruzioni (Ccc): ovvero degli hub logistici, situati vicino alla città e facilmente accessibili, in cui far convergere le consegne di materiali da molteplici fornitori, meglio organizzate nella logica del “just in time”.

I risultati delle sperimentazioni nei 4 siti pilota sono eloquenti. L’implementazione dei Ccc permette di diminuire del 65% il numero dei viaggi giornalieri generati e attratti dai cantieri, con un impatto, in questo caso positivo, sulla congestione, sulle riduzioni delle emissioni di gas climalteranti del 28% fuori e circa del 35% all’interno della città. Grazie ai Ccc, le emissioni di CO2 possono essere ridotte di oltre la metà, con performance ancora migliori se si utilizzano veicoli a basso impatto ambientale per le consegne al cantiere.  Un valore aggiunto delle attività di progetto è stato aver elaborato degli strumenti di analisi applicabili anche ad altri contesti, come un tool on line che permette la realizzazione di un’analisi costi benefici per la realizzazione di un Ccc , aggiunge Bardi.

L’Emilia-Romagna

La Regione Emilia-Romagna, con il suo modello urbano policentrico, dovrà accompagnare le città a dotarsi di alcuni strumenti per mitigare gli impatti dei grandi cantieri nel contesto urbano, mantenendole internazionalmente attrattive e plasmate sulle esigenze di mobilità sostenibile dei cittadini. Di pari passo, non potrà scemare l’attenzione verso la qualità dell’aria, già di per sé penalizzata dalle condizioni meteorologiche e climatiche regionali oltre che dalla conformazione topografica della pianura padana. In questa direzione vanno gli “Accordi sulla qualità dell’aria”, che fin dal 2002 regolano la logistica urbana e gli interventi regionali per favorire la diffusione delle esperienze più avanzate a livello europeo in questo campo e per armonizzare sul territorio le regole di accesso alle ZTL e ai centri urbani, dei veicoli per la distribuzione di merci.

“Terremo conto dei risultati del progetto SUCCESS nelle raccomandazioni ai Comuni impegnati nell’elaborazione dei PUMS (Piano urbano della mobilità sostenibile) e del PRIT (Piano regionale integrato dei trasporti) che sta per essere adottato dalla Regione Emilia-Romagna” – conclude Brognara –. “Questo progetto va anche nella direzione della legge urbanistica regionale di recente approvazione, che prevede in prospettiva un consumo di suolo a saldo zero e incentiva la riqualificazione e la rigenerazione urbana: significa che ci saranno sempre più cantieri all’interno dei centri urbani e quindi i Ccc possono assumere un valore molto importante non solo per gli aspetti ambientali, ma anche per quelli economici”.

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Pubblicato il 21/02/2018 — ultima modifica 21/02/2018
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