Rete tranviaria Bologna, la parola ai cittadini

In programma un questionario online, incontri e campagna informativa

Quattro linee di tram: la rossa (capolinea Borgo Panigale-Facoltà di Agraria Caab), la gialla (Casteldebole-Rastignano), la verde (deposito Due Madonne-Corticella), la blu (Casalecchio-San Lazzaro). Le prevede il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, adottato lo scorso 27 novembre.
Ora si apre un percorso di informazione e di coinvolgimento attivo della cittadinanza gestito dalla Fondazione per l’Innovazione Urbana che intende coinvolgere anche l’Università di Bologna.

Secondo il cronoprogramma, una volta approvati i progetti definitivo ed esecutivo, la gara per l’affidamento dei lavori potrebbe essere svolta alla fine del 2021 con inizio lavori nel 2022 e l’entrata in esercizio nel 2026.

Il tram è un sistema di trasporto di massa intermedio tra quelli su gomma e le metropolitane ma ha tempi medi di accesso alle fermate più bassi di quelli delle metropolitane visto che le distanze tra le fermate sono di circa 400 metri rispetto agli 800 metri/1 chilometro. Questa distanza tra le fermate garantisce la percorrenza di 200 metri al massimo per raggiungere la fermata.

Il PUMS si pone l’obiettivo di trasferire 440mila spostamenti al giorno (256mila per la città di Bologna) dall’auto o moto privata ad altri mezzi: trasporto pubblico, bicicletta, piedi. Per questo il tram, nel contesto della città di Bologna, viene considerato il mezzo che può superare i limiti di capacità dell’offerta attuale dato che un sistema tranviario moderno può trasportare tra i duemila e i diecimila passeggeri l’ora per linea e per direzione.

Il tram migliora la qualità urbana perché non rappresenta solo l’occasione per la realizzazione di un’infrastruttura di trasporto ma di una riqualificazione urbana lungo l’intero tracciato (marciapiedi, piste ciclabili, verde urbano, rete di sottoservizi). I suoi costi di realizzazione e di esercizio sono decisamente più vantaggiosi rispetto alle metropolitane e i cantieri meno impattanti. Garantisce assenza di inquinamento atmosferico ma presenta un consumo energetico inferiore a quello del filobus nonostante entrambi siano alimentati attraverso la trazione elettrica. Il tram garantisce anche un forte miglioramento quanto all’inquinamento acustico e all’impatto delle vibrazioni causate dai mezzi di trasporto.

Il coinvolgimento attivo della cittadinanza avverrà secondo quattro fasi che si snoderanno lungo tutto il 2019. La prima fase, da marzo 2019, include, fra le altre azioni, lo spazio digitale all’indirizzo http://partecipa.comune.bologna.it/spazio-informativo-linea-tranviaria, questionario esplorativo che ha l’obiettivo di avviare una ricognizione pubblica e accessibile a tutti i cittadini interessati. Al termine di questa fase, entro maggio, verranno stilate alcune linee guida in risposta ai quesiti più frequenti.

Durante la seconda fase (fine marzo-dicembre 2019) un team di operatori della Fondazione Innovazione Urbana, con il supporto dei Quartieri coinvolti, avvierà un percorso di interviste, incontri informali e incontri pubblici per cittadini, associazioni, imprese del territorio.

La terza fase (maggio-dicembre 2019) di accompagnamento alla progettazione consiste nella realizzazione di incontri con gruppi di cittadini utilizzando strumenti di simulazione per far emergere criticità e possibili risposte progettuali: con la presenza di facilitatori e progettisti, l’obiettivo è condividere possibili soluzioni per mitigare impatti del cantiere e valorizzare l’infrastruttura assemblee pubbliche per evidenziare possibili soluzioni alle criticità emerse.

La campagna di comunicazione verrà lanciata durante la quarta fase (giugno-dicembre 2019) e comprenderà la realizzazione di un sito internet dedicato, la produzione di volantini informativi, materiali di comunicazione da diffondere via web.

Le informazioni complete sono disponibili sul portale del Comune di Bologna.

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pubblicato il 2019/03/08 09:01:00 GMT+2 ultima modifica 2019-03-14T15:47:21+02:00

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