Cosa fa la Regione
Lo sviluppo della rete regionale per la mobilità ciclopedonale, insieme alla promozione della cultura ciclabile, si confermano come elementi chiave nelle politiche della mobilità sostenibile della Regione Emilia-Romagna, dal momento che l’uso della bicicletta rappresenta un tipo di spostamento direttamente correlato con l’abbattimento dell’inquinamento ambientale, la sicurezza dei trasporti, il miglioramento della qualità della vita e la percezione del paesaggio e del territorio.
In Emilia-Romagna si registra un aumento significativo dei km di piste ciclabili realizzate nelle aree urbane: si è passati infatti dai 405 km del 2000 ai 1.134 del 2009.
Guardando alla situazione dei singoli comuni e in particolare alla percentuale di km di piste ciclabili rispetto al totale della rete viaria, si segnala che nel 2009 il maggior valore percentuale è stato quello nel comune di Bologna (circa 20%).
% rete ciclabile sul totale della rete viaria comunale
(confronto 2005-2009)

In questo settore la Regione ha stanziato, a partire dal 1994, oltre 35 milioni di euro per realizzare interventi che riguardano soprattutto l’ambito urbano (messa in sicurezza dei percorsi per facilitare l’accessibilità a strutture pubbliche e servizi, miglioramento dell’integrazione modale e dell’accessibilità ciclabile alle Stazioni del Servizio Ferroviario Regionale e Metropolitano) ma anche la rete viaria extraurbana, con funzione di collegamento fra centri abitati e nuclei periurbani.
Inoltre, grazie alla programmazione finanziaria degli interventi previsti dai nuovi Accordi di programma per la mobilità sostenibile 2009-2010, per il 2010 sono stati finanziati oltre 3,2 milioni di euro per interventi di potenziamento della mobilità ciclopedonale nei maggiori centri urbani della regione, dedicati soprattutto alla messa in rete dei percorsi ciclopedonali.
La Regione, oltre a finanziare le infrastrutture ciclopedonali, promuove e cofinanzia anche iniziative e attività che incentivino la “cultura ciclabile”, in modo da orientare sempre di più le cittadine e i cittadini verso l’uso della bici per gli spostamenti individuali o di gruppo e di garantire quindi un effettivo utilizzo della rete regionale (la cui estensione è stimata in circa 5.000 km).
Grazie al “Patto” firmato dalla Regione nel giugno 2009 insieme a Fiab, Legambiente, UISP e WWF, si è consolidata la rete di relazioni, a livello regionale, con le realtà associative più impegnate sui temi della sostenibilità ambientale, allo scopo di favorire il cambiamento dei comportamenti individuali a favore della mobilità lenta e in particolare di quella ciclopedonale.
Anche la qualificazione della segnaletica di orientamento all’interno delle stazioni ferroviarie, promossa dalla Regione in collaborazione con RFI e Fiab, ha visto ulteriori sviluppi allo scopo di promuovere l’integrazione treno-bicicletta.
Nel corso del 2011 è stata espletata la gara per la fornitura della segnaletica e per la consegna del materiale a RFI per il successivo montaggio.
I 151 nuovi pittogrammi saranno installati nelle stazioni di Reggio Emilia, Modena, Imola, Ravenna, Ferrara, Cesenatico e Rimini. Oltre alla segnaletica, su alcune rampe RFI monterà delle canaline per agevolare il trasporto delle biciclette dal sottopassaggio al binario in condizioni di sicurezza.
Nel 2010 inoltre la Regione ha coordinato, grazie alla collaborazione dei Comuni capoluogo, dei centri di educazione ambientale o di agenzie educative, alcune attività di natura educativa e partecipativa per la progettazione e la realizzazione di interventi di riqualificazione e messa in sicurezza dei percorsi pedonali casa-scuola. In particolare la Regione ha assegnato 500 mila euro ai Comuni capoluogo, finanziamento che servirà a coprire sia l’attività di progettazione partecipata che la realizzazione delle opere.
Sempre nel 2010 è stato realizzato l’Atlante digitale regionale dell’intermodalità treno-bicicletta, avviato nel 2009. Il risultato è stata una mappatura completa della rete delle piste ciclabili esistenti intorno alle 58 stazioni principali della regione e che servirà per pianificare meglio gli interventi di valorizzazione dell’intermodalità treno-bici.
L’Atlante contiene inoltre informazioni sui principali “attrattori” (in totale 1.765) presenti nell’intorno ciclabile (sedi di enti pubblici, ospedali, complessi sportivi e culturali, scuole e università, centri fieristici e congressuali e imprese con più di 300 addetti).
Inoltre grazie al Protocollo d'intesa per la realizzazione del collegamento ciclopedonale sull'area di sedime dell'ex linea ferroviaria Bologna-Verona, sottoscritto nel gennaio 2010 tra Regione Emilia-Romagna, RFI Spa, Province di Bologna e Modena e Comuni di Anzola dell'Emilia, Camposanto, Calderara, Crevalcore, Mirandola, Sala Bolognese, Sant'Agata Bolognese, San Felice sul Panaro, San Giovanni in Persiceto, gli Enti locali coinvolti hanno acquisito la titolarità per procedere agli investimenti per la riqualificazione dell’area di sedime a percorso ciclopedonale attraverso la sottoscrizione dei comodati d’uso gratuito.
L’intervento pilota sul primo tratto dell’itinerario, da San Giovanni in Persiceto a Crevalcore, è cofinanziato dalla Regione e dai Comuni coinvolti nell’ambito degli Accordi di Programma 2007-2010. Si sta attivamente operando per la creazione di un network europeo di ricerca di finanziamenti per la riqualificazione di un tratto dell’area di sedime del tracciato ferroviario dismesso.
