Il porto di Ravenna
Il Porto di Ravenna, gestito dall’Autorità portuale di Ravenna, rappresenta il primo punto di approdo delle merci di importazione in Emilia-Romagna ed è oggi uno scalo consolidato, sede di numerose imprese di servizi al porto e alla navigazione. Si è trasformato nel tempo da porto industriale a porto prevalentemente commerciale, distinguendosi nello sviluppo della cantieristica navale e nel trasporto delle rinfuse solide, che costituiscono circa il 45% del traffico portuale. L’inclusione nel sistema della grande viabilità e il collegamento con le principali reti di trasporto fanno del Porto di Ravenna un nodo accessibile dai principali mercati italiani ed europei.
Per quanto riguarda il trasporto passeggeri, l’Autorità Portuale di Ravenna nel 2009 ha assegnato la gestione del nuovo Terminal Crociere del Porto, di cui nell’agosto 2010 è stato inaugurato il primo stralcio funzionale, alla cordata costituita da Royal Caribbean, Aeroporto “Guglielmo Marconi” di Bologna, Venezia Terminal Passeggeri e Società Bassani di Venezia (la concessione durerà fino al 2019). La realizzazione dello scalo crociere e la nuova gestione consentiranno di dare nuovo impulso a questo settore e in particolare di sviluppare le crociere di corto raggio.
Un’altra azione importante è legata al riordino del sistema tariffario portuale, al fine di creare agevolazioni al trasporto fluviomarittimo: nel corso del 2010 sono stati effettuati 39 viaggi pilota, per 23.000 tonnellate complessive, tra Ravenna e il porto fluviale di Mantova per il trasporto via fluviomarittima di coils.
Quanto alla tipologia di merci, Ravenna è uno dei principali porti in Italia per lo scambio commerciale con i mercati del Mediterraneo Orientale e del Mar Nero (circa il 24% del totale nazionale a esclusione dei prodotti petroliferi) ed è un riferimento importante per il trasporto marittimo da e per i mercati del Medio ed Estremo Oriente. Il Porto di Ravenna ha un buon posizionamento in Adriatico nella politica delle Autostrade del Mare e dispone di aree per eventuali nuovi insediamenti all’interno del sedime portuale.
Il Piano Regolatore Portuale, approvato nel 1989 e successivamente aggiornato, prevede la necessità di una serie di adeguamenti funzionali, logistici e infrastrutturali, in parte realizzati o in corso di attuazione, in parte progettati, e anche di alcuni interventi strategici per lo sviluppo del porto. In particolare, rispetto all’attuazione del nuovo piano approvato nel 2010, sono stati raggiunti fondali a -10,50 sino a S. Vitale e a -11,50 fino a largo Trattaroli, realizzate nuove banchine, progettate le opere a mare a Porto Corsini e il Piano Particolareggiato di Porto Corsini, l’escavo del Canale Piombone, il risanamento della Pialassa Poimbone e realizzati altri interventi accessori. Sono in corso di realizzazione le opere del Porto turistico di Marinara. Il Porto di Ravenna sta anche cercando, insieme alla Regione, di migliorare le condizioni dei servizi di collegamento alle reti di appoggio dei nodi terrestri e di intervenire sull’informatizzazione delle procedure doganali e sui servizi che rendono rapide e fluide per il cliente le operazioni portuali, con regole e procedure omogenee in tutti i porti del nord Adriatico. Riveste grande importanza a questo proposito l’Accordo di collaborazione tra i porti dell’alto Adriatico (Koper, Trieste, Venezia e Ravenna), denominato NAPA (North Adriatic Ports Agreement), finalizzato sia alla collaborazione tra i porti aderenti che alla definizione di regole e procedure comuni per i controlli e per i servizi doganali e sanitari.
- Il porto di Ravenna in cifre
- Il traffico merci all'interno del porto di Ravenna
- Gli investimenti regionali destinati al porto di Ravenna
