Trasporto merci, logistica urbana e Porto di Ravenna

Traffico ferroviario delle merci e nodi logistici

 

traffico ferroviario 1La regione Emilia-Romagna è dotata di una rilevante quantità di superfici intermodali, alcune delle quali con possibilità di espansione.

In seguito all'Accordo di programma tra Gruppo FS e Regione Emilia-Romagna, siglato nel 2009 a conclusione del Tavolo che ha coinvolto gli enti locali e gli operatori interessati e al processo di razionalizzazione e concentrazione dei servizi merci attivato da RFI, la Regione ha individuato nel proprio territorio 9 impianti su rete RFI, oltre ai principali raccordi operativi privati già attivi.

 

Nodi logistici e impianti ferroviari regionali

Scali principali

1

Piacenza

2

Interporto di Parma CEPIM

3

Marzaglia

4

Interporto di Bologna

5

Villa Selva

6

Ravenna

7

Bologna S.Donato (utilizzato solo per smistamento carri)

 

Altri scali

8

Faenza

2

Lugo

A questi si aggiungono altri raccordi minori per impianti o industrie già esistenti

 

traffico ferroviario 2L’attivazione dello scalo di Villa Selva (FC) è avvenuta l’1 gennaio 2011, mentre per l’importante scalo di Marzaglia (MO) è prevista l'apertura nel 2017.

Agli impianti merci RFI si aggiungono quelli dell’infrastruttura ferroviaria regionale gestita da FER, in cui l’impianto principale è Dinazzano.

Il Piano regionale integrato dei trasporti ha riorganizzato l’Emilia-Romagna come un’unica piattaforma logistica, cercando di interconnettere in modo efficiente più modalità di trasporto. Uno dei principali elementi infrastrutturali della piattaforma è la rete ferroviaria con i relativi impianti e nodi logistici.

Gli impianti ferroviari merci regionali dovrebbero raggiungere nel 2020, a completamento di tutte le opere previste, la capacità complessiva di circa 25 milioni di tonnellate all'anno.

Le tratte Ferrara – Bologna – Ravenna, l’Interporto di Bologna e il Porto di Ravenna sono inserite nel “core network” delle Reti TEN-T all’interno del Corridoio Adriatico-Baltico e del Corridoio Mediterraneo, mentre la Verona – Bologna – Rimini è inserita nel Corridoio Scandinavo-Mediterraneo.

Dopo 6 anni di calo consecutivo (dal 2007 al 2013), nel 2014 il trasporto di merci su treno in Italia è cresciuto del +1,4%, tendenza confermata nel 2015 da un ulteriore +2,6% e nel 2016 da un aumento del 4,1%.

Guardando all’Emilia-Romagna il traffico ferroviario merci ha avuto una forte crescita fino al 2007, che si è arrestata nel 2008 a causa della crisi. Nel 2007 la quota di traffico con origine o destinazione in regione ha superato le 15 milioni di tonnellate, per poi calare, nel 2009, a meno di 12 milioni. Dal 2010 c’è stata una parziale inversione di tendenza, accentuata soprattutto sui collegamenti retroportuali di Ravenna e La Spezia in direzione dell’area produttiva localizzata nel centro Emilia.

Questo aumento è dovuto sicuramente anche ai benefici prodotti dalle Leggi regionali 15/09 e 10/14, che hanno sostenuto negli ultimi 5 anni i traffici ferroviari aggiuntivi con origine e/o destinazione in Emilia-Romagna e hanno consentito di avvicinare la competitività del trasporto merci su ferro a quello su gomma, permettendo una consistente diversione modale. Nel 2015 infatti, confermando una tendenza già espressa negli anni precedenti, in Regione il trasporto merci ferroviario è ulteriormente cresciuto. In base ai dati raccolti, per il 2016 si ritiene che il traffico ferroviario merci nella regione Emilia-Romagna sia cresciuto del 6,94% rispetto al 2015, fino a raggiungere circa 19,6 milioni di tonnellate, arrivando a una quota finora mai raggiunta.

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pubblicato il 2015/03/18 10:55:00 GMT+2 ultima modifica 2017-11-16T13:15:00+02:00

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